cartoline di una amabile libertina. parte 1

Ieri con la mia compagna Valentina, che avrò presto modo di farti conoscere, siamo stati invitati a cena da Tiziana e Marco,
c’erano anche Giulia e Davide, una coppia conosciuta giorni prima a casa di amici comuni.
Sin dall’inizio è apparso
chiaro che c’era grande simpatia fra Giulia e Valentina che, dopo cena, si sono appartate sul divano in fondo alla stanza.
Noi
siamo rimasti ancora un po’ a chiacchierare poi, quando la conversazione si è fatta più intrigante, ci siamo spostati
in camera da letto.
Marco ha iniziato subito a baciarmi sotto gli occhi divertiti di sua moglie e di Davide che, ben presto,
hanno seguito il nostro esempio.
Siamo finiti sul letto, Davide e Tiziana hanno avuto un veloce rapporto mentre Marco ha
iniziato a penetrarmi con studiata lentezza perché sa bene che è il modo che preferisco.
Abbiamo fatto l’amore sotto
gli sguardi dei nostri amici e verso la fine Tiziana mi ha stretto forte la mano.
Raggiunto il piacere ho chiesto a Marco
di sfilarsi il profilattico e di venirmi sulla pancia.
Placati i sensi abbiamo continuato a conversare scambiandoci confidenze
come capita nelle momenti di intimità fra amanti.
Tiziana, in particolare ci ha confidato che le sarebbe piaciuto vedere
suo marito e Davide fare l’amore. I due uomini si guardati e Marco la ha assicurata che la cosa sarebbe avvenuta presto.
A
questo punto ho raggiunto la mia compagna nell’altra stanza.
Era teneramente abbracciata a Giulia, baciandola sulle labbra
le ho sussurrato che avevano un buon sapore. Giulia mi ha sorriso.
Mi sono seduta con loro, ci siamo accarezzate un po’.
Poi
la stanchezza ha avuto il sopravvento e, salutati i nostri amici, siamo tornate a casa.
Abbiamo fatto il bagno insieme e,
una volta a letto, abbiamo fatto l’amore.
Prima io a lei e poi lei a me.
La mattina successiva ci siamo svegliate tardi
e, vista la bella giornata, abbiamo deciso di andare al mare.
Spero di aver soddisfatto la tua curiosità ti abbraccio…

…qualche giorno fa è passato trovarmi Luca, reduce dai uno dei suoi viaggi. Ho una grande simpatia per lui sia per la
sua franchezza che per la sua instancabile passione per i giovani ragazzi.
Mentre cercava il regalo che mi aveva portato
da Barcellona, ha svuotato il contenuto del suo borsone sul pavimento e la mia curiosità è andata ad una bellissima scatola
di legno.
Anche il nome che c’era scritto sopra mi è piaciuto: “Giulieta & Romeo” .
“Ma sono sigari.” ho esclamato.
“Dei
migliori. Sono cubani autentici “Giulieta & Romeo n°5”… D’ora in poi gli avana saranno il mio vizio preferito.”
“Ma
io non ti ho mai visto fumare…”
“Questo è di più che fumare.” Il suo entusiasmo mi stava contagiando.
Ha aperto
la scatola, dentro c’erano una ventina di astucci metallici allineati.
Ne ha preso uno e l’ha svitato.
“Senti che
aroma…”
Ho avvicinato il naso all’astuccio.
“Molto buono. È una fragranza calda e sensuale…”
“Brava. E
questo è solo l’inizio. Questi sigari sono una gran consolazione nei momenti di solitudine.”
“Apprezzo anch’io
il piacere del tabacco anche se non amo le sigarette.” ammisi.
“Sei una vera edonista e per questo ti adoro. Però non
è a quel piacere che mi riferivo.”
Lo guardai stupita. Prese un astuccio e me lo mostrò capovolto.
“Luca!!!” esclamai
divertita “Non mi dire che…”
“Si tesoro mio sono della grandezza ideale. Lunghi abbastanza, non troppo larghi, la
punta arrotondata in modo perfetto.”
“Sì” ammisi “per solleticarsi il buchino sembrano della misura giusta.”
“Dovresti
provarli, te ne innamorasti anche tu.”
Incuriosita e divertita ho preso in mano un tubetto e guardandolo negli occhi gli
ho detto “Dai proviamo.”
Ci siamo sfilati i pantaloni e aiutandoci a vicenda ci siamo sodomizzati con l’astuccio di
quei costosissimi sigari.
Era vero, erano della misura giusta per il buchetto.
Abbiamo passato momenti deliziosi e mi ha
fatto piacere che Luca mi venisse sui piedi.
Al termine di questa piacevole esperienza ci siamo accesi i due “puros”
e ci siamo goduti i piaceri di Bacco dopo quelli di Venere.
Andando via Luca mi ha lasciato un sigaro in regalo.
Ti consiglio,
caro amico di provare anche tu i piaceri che può dare un buon sigaro.
Ti abbraccio…..
…la festa a casa di Erica era
naturalmente sfarzosa.
Sai che mi annoio in certe situazioni e fu anche per questo che cedetti subito alle avance di Filippo.
Come uomo aveva tutto per farsi detestare, il classico uomo d’affari potente ed arrogante ma aveva un che di perverso negli
occhi così decisi che per una volta poteva andare.
Eravamo in un salottino a consumare un veloce rapporto quando, all’improvviso
si aprì la porta e
apparve una giovane signora.
“Angela accidenti a te…” esclamò lui.
Capii che si trattava della
moglie ed ebbi un’idea perversa.
“Vieni dentro cara e chiudi la porta” dissi con tono dolce ma deciso.
Era il tipo
di donna timida che non può non ubbidire agli ordini.
Filippo mi guardò accigliato ma io lo spronai a continuare.
Non
hai idea del piacere che mi dette essere posseduta sotto gli occhi di quella cerbiatta. Emanavano odio ed eccitazione.
Una
volta finito mi rivolsi a Filippo. “Sarebbe bello rivederci ma Angela deve essere con noi.”
“Non dire idiozie…”
protestò vivacemente.
“Mi spiace non è negoziabile.” sussurrai ad entrambi andandomene.
Pensavo che la cosa non avrebbe
avuto alcun seguito invece, due giorni dopo Filippo mi telefonò e mi invitò a passare a casa sua.
Naturalmente c’era
anche Angela, fui gentile ed amichevole con lei mentre Filippo smaniava per porre fine alla situazione. Era evidentemente
eccitato ed in imbarazzo.
Mi accomodai sul divano e mi sfilai gli slip, lui mi fu subito sopra mentre Angela mi osservava
un po’ frastornata.
La mia tattica di farmi scopare dal marito ma di tenere con lei un atteggiamento amichevole e di complicità
alla lunga ebbe il suo effetto.
Feci in modo di incontrarla in occasioni diverse dalle visite in casa loro e, piano piano
mi accorsi che il suo odio si era spostato da me a suo marito.
Naturalmente questa storia non poteva durare a lungo e non
vidi più nessuno dei due fino a pochi giorni fa.
Ero ad un cocktail in casa di Marisa quando me la trovai davanti, il mio
sincero piacere di rivederla la colpì sicuramente tanto che passammo il resto del pomeriggio a chiacchierare.
Mi confessò
che mi aveva odiato profondamente che poi visto il mio atteggiamento il suo odio si era riversato sul marito e che aveva
preso coscienza di quanto questo fosse arrogante e tutt’altro che interessato a lei ma solo alle sue fortune ed aveva deciso
di fargliela pagare.
Decisi di non porre più indugi. So bene che Marisa tiene sempre una camera a disposizione degli amici
più intimi che ne avessero bisogno. Mi bastò uno sguardo con Marisa per avere il via libera.
Invitai Angela a seguirmi
e una volta in camera chiusi la porta a chiave.
Era spaventata ed eccitata. Mi avvicinai e sciolsi le spalline del suo vestito.
Aveva un corpo bellissimo glielo dissi e lei abbassò le sguardo.
L’abbracciai, tremava. Ma quando iniziai a baciarla
in mezzo alle gambe venne fuori la sua vera natura.
Continuiamo a vederci all’insaputa del marito.
A presto….
…Era
un po’ di tempo che non montavo più a cavallo, da quando il maneggio che ero solita frequentare aveva cambiato gestione.

I nuovi proprietari l’avevano trasformato in un posto alla moda frequentato da persone fastidiose ed arroganti.
Così
quando Valentina mi disse che ad una trentina di chilometri da casa nostra c’era un maneggio in una tenuta fuori mano decisi
di farci una capatina.
Mi ci volle un po’ per trovare il posto ma quando arrivai mi fece una buona impressione.
Era un
vecchio casale ristrutturato, le stalle erano tenute bene e, a parte un paio di ragazzi extracomunitari, non si vedeva nessuno.
Chiesi
ad uno loro chi potesse darmi informazioni e dopo un po’ arrivò la padrona.
Era una donna sui quarant’anni, un bel
tipo, energica e decisa.
Mi spiegò le regole del maneggio: solo su appuntamento, abbonamento di dieci ingressi, pagamento
anticipato, iscrizione annuale, giorno di chiusura giovedì.
I costi erano un po’ alti, tenuto conto anche del viaggio
ma il posto era bello inoltre, la tenuta era molto grande e c’erano percorsi fra i boschi che, se esperti, si potevano
fare da soli.
Era tutto bello se solo la proprietaria fosse stata meno scontrosa.
Ci pensai un po’ su poi pagai iscrizione
e primo abbonamento.
Alice, questo era il suo nome, si informò sulle mie capacità di cavallerizza e mi diede in numero
del cellulare per prenotare gli ingressi.
Qualche giorno dopo telefonai e prenotai un cavalcata per le quattro del giorno
successivo.
Quando arrivai trovai il cavallo sellato.
Una volta partita notai che Alice mi teneva d’occhio. Sicuramente
voleva sincerasi sulle mie capacità di cavallerizza. Anche se un po’ fuori allenamento feci del mio meglio e dovette convincersi
che ero brava perché rientrò in ufficio e non la rividi che a fine lezione.
Una volta smontata da cavallo uno dei ragazzi
si occupò dell’animale mentre io passai a salutare Alice che ricambiò il mio saluto freddamente.
Dovevo esserle proprio
antipatica o forse era così con tutti per questo il maneggio era poco frequentato.
Feci altre visite al maneggio e, constatato
che l’atteggiamento della proprietaria era sempre indisponente, decisi di indagare un po’.
Così la volta successiva
invece di salutare e andarmene, entrai nell’ufficio, mi sedetti e con fare cordiale ed amichevole manifestai il mio desiderio
di un caffé.
Spiazzata dal mio comportamento Alice si sentì in dovere di offrirmelo e di fare un po’ di conversazione.

————FINE PARTE 1 continua

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