Clara. Parte 1

Buon giorno a tutti mi chiamo Clara ho
45 anni sono nata a Santo Stefano di Camastra, ma da 27 anni vivo a Milano, il mio racconto si limita a descrivervi, soprattutto,
quello che è accaduto nel mio primo anno milanese e nella mia prima estate lontana dalla casa paterna.
Vorrei raccontarvi
un po’ come sono fatta, sia di carattere sia fisicamente, io sono il classico esempio di come, quando si incontrano 2 mondi,
quello che ne viene fuori può essere veramente molto affascinante. Come detto sono figlia di un siciliano, mio padre era
un ricco possidente terriero, molto alto e distinto, bruno e di carnagione scura, occhi di un verde intenso, il mio ricordo
più vivo di lui è al mare forte e muscoloso e bello come un bronzo di Riace (lui vero maschio siciliano).
Mia madre era
una svedese alta quasi 180 cm bionda occhi azzurri un fisico da top model, i suoi punti di forza erano i fianchi sinuosi
e un bellissimo sedere alto e ben modellato e delle labbra su cui era bello morire, il seno non era particolarmente importante
aveva una terza scarsa, ma perfettamente proporzionata sul suo corpo.
Ora veniamo a me, come ho detto sono un perfetto mix
tra i miei genitori, come entrambi sono alta, 178 cm, da mio padre ho ereditato il colore della pelle, ma da mia madre ho
preso le labbra, il sedere, da entrambi gli occhi di un azzurro/verde molto particolari e i capelli di un castano chiaro
con alcuni riflessi biondi. Dalla mia nonnina paterna ho preso, invece, la grandezza del seno, una quarta piena, da mia madre
la forma perfetta, da mia madre ho ereditato anche il suo erotismo, la sua sensualità ma amplificata dal sangue mediterraneo
di mio padre. Come entrambi ho un fisico longilineo. Insomma a detta di molti miei compagni di classe ero veramente una strafica.
Una di quelle ragazze e poi donne che non possono passare inosservate, e che non vogliono passarci. Da che io ricordi non
ho mai nascosto il mio corpo e non ho mai fatto mistero della mia sensualità prima in modo inconsapevole e quasi fanciullesco,
ma poi crescendo ho imparato a comprendere ed assecondare questo lato del mio più profondo essere. Tengo a sottolineare
che non sono mai stata, né volgare, né sfrontata.
A scuola andavo molto bene nonostante fossi un anno avanti non ho mai
avuto problemi ed il mio rendimento è sempre stato molto elevato, non sono, però, mai stata una tipica secchiona. Fin dai
16 anni ho avuto le mie piccole avventure, con alcuni ragazzi più grandi di me, nulla di importante, ma ad ogni fase della
mia scoperta della sensualità e della sessualità avevano il potere di appagarmi e di farmi sentire realizzata. Intendiamoci
non sono mai stata una di quelle ragazze alla costante ricerca di un’avventura solo per fare sesso, quando c’è stata
l’occasione non mi sono mai tirata in dietro, non ho mai rifiutato di fare sesso. Ho un carattere esuberante, ma non sfrontato,
e soprattutto sono una persona istintiva.
A 18 anni compiuti da poco ero quello che si può dire una ragazza realizzata,
avevo un ragazzo che mi amava, con cui facevo l’amore con soddisfazione di entrambi, diciamo che non era uno di quelli
molto fantasiosi, ma ci sapeva fare, e avevo preso la maturità con un eccellente 60 e mi apprestavo ad andare a Milano per
frequentare la facoltà di giurisprudenza alla Statale. Mio padre mi accompagnò a Milano facendomi la sorpresa di regalarmi
un appartamentino, che andava bene per una giovane coppia, nei pressi della facoltà. Ero felice. Ovviamente dopo circa una
settimana che mio padre era tornato in Sicilia il mio ragazzo venne a vivere con me. La vita con lui scorreva serena, all’inizio
ogni occasione era buona per una bella scopata, un po’ di preliminari, a lui piaceva tantissimo succhiarmi i capezzoli
e poi mi penetrava, questo modo di fare all’inizio mi dava molto piacere, ma con il passare delle serate e delle nottate,
devo ammettere che il tutto mi dava sempre meno appagamento. Devo anche dire che più passavano i giorni e più io mi allontanavo
dalla Sicilia, ero sempre meno legata ai vecchi stereotipi con cui ero cresciuta in paese e che i miei genitori non mi avevano
mai imposto. Fu così che mi allontanai sempre di più dal mio ragazzo fino al punto che per le vacanze di Natale lui rimase
a casa e lasciò la facoltà a Milano per trasferirsi a Palermo. Ero libera, non più legata al vecchio mondo, alle vecchie
storie. Fu mio padre a dare lo stacco definitivo al pur tenue, cordone ombelicale che mi teneva legata alla Sicilia quando
mi disse che per me era giunto il momento di non tornare più in Sicilia e che sarebbero venuti loro a trovarmi, anzi che
ci saremmo visti in giro per l’Italia. E così fu!!!
Nei mesi successivi ebbi una relazione non ufficiale con un collega
di corso, che era fidanzato, ma non era particolarmente fedele, e come tutti i porci che si rispettino a letto ci sapeva
fare e così quando aveva voglia di scopare veniva nel mio letto e mi penetrava, ricordo con particolare piacere una sera
in cui lui aveva voglia di sesso, io avevo le mestruazioni e così lui mi fece scoprire il sesso anale. Fu una serata indimenticabile,
quando arrivò aveva lo sguardo arrapato di quello che aveva voglia di sbattermi al muro e di scoparmi, io gli dissi che
avevo le mestruazioni, allora lui sorrise e mi fece una domanda che ad una ragazza per bene avrebbe fatto inorridire, mi
chiese se ero vergine nel culo, la mia risposta fu, ovviamente affermativa, ti pare che quel pesce lesso avrebbe violato
il secondo canale del sesso? Lui mi promise che non mi avrebbe fatto male e che se io non volevo continuare, o comunque mi
sarei voluta fermare, avrei potuto fermarmi e non sarebbe successo più nulla, e soprattutto nulla sarebbe cambiato nei nostri
rapporti. Arrivati a letto mi volle spogliare lui, con infinita lentezza mi tolse la maglietta dolcevita nera che indossavo,
poi mi tolse il reggiseno di pizzo, scoprendo il mio portentoso seno, per poi cominciare a succhiarmi i capezzoli già duri
per l’eccitazione che avevo addosso, mentre mi succhiava le tette, con le mani mi sbottonò la mini attillata che indossavo
(ero tornata a casa da poco quando il porco mi telefonò) e mi tolse il perizoma, mi lasciò in dosso solo le calze autoreggenti,
sosteneva che sembravo una troia porca nuda con addosso solo le autoreggenti. Si spogliò molto velocemente lui scoprendo
il suo enorme cazzo. Mi mise a pecora e cominciò a leccarmi il buchino per umettarmelo per bene, poi cominciò ad infilare
la lingua, il suo modo di leccarmi mi faceva impazzire (anche quando mi leccava la fica era fantastico), ma col culo era
a dir poco superlativo, mi fece sdraiare sollevando una gamba e ci mettemmo in una specie di 69 con lui che mi leccava il
culo ed io gli succhiavo il cazzo, ormai diventato incredibilmente duro. Ero al limite non ce la facevo più, lui mi volle
mandare fuori di testa e senza dirmi nulla cominciò a penetrarmi il buco del culo con un dito, provocandomi un intenso orgasmo,
che si ripeté poco dopo quando mi penetrò con il secondo dito. Ero partita lo incitavo a farmi godere e a penetrarmi. Il
suo cazzo era pronto ricoperto della mia saliva, così come era il mio buchino, ormai allargato dalle sapienti dita del mio
amante. Mi rimisi a pecora sempre con le sue dita ben piantate nel buco del culo, non appena lui tolse le dita, prima che
il buchino si cominciasse a richiudersi, o quanto meno a rilassarsi, cominciai a sentire la cappella del mio uomo che mi
penetrava. Non stavo più nella pelle. Il mio cervello era completamente in tilt, viaggiavo nel nirvana della libidine, del
piacere. Sentii il suo glande farsi largo nella mia carne. Cercai di rilassarmi, ma era difficile, sentivo delle violente
scariche elettriche, la mia percezione della realtà era alterata, non mi potevo fermare. Per entrarmi tutto dentro ci mise
un po’, quando fu tutto dentro rimase alcuni secondi fermo, quando percepì che ero rilassata cominciò a pomparmi dentro.
Ero distrutta dal piacere intenso che provavo. Il piacere aumentava sempre fino a che entrambi venimmo travolti da un orgasmo
sconvolgente, il resto della notte lo passammo facendo altre volte sesso, poi come spesso capitava verso le 5 o le 6 del
mattino si rivestiva e se ne andava, quasi senza salutare e poi spariva.
Non posso dire che io fossi soddisfatta della mia
vita, ad un certo momento non ero nemmeno sessualmente appagata, una forte insoddisfazione si impossessava sempre più di
me. Le cose si trascinarono in questo modo fino all’inizio della settimana santa, quando mio padre mi disse che un’amica
di infanzia di mia madre, con la quale si vedono un paio di volte all’anno ci aveva invitato per passare le ferie pasquali
a Venezia, a casa sua. Accettai con entusiasmo, non sapevo che quella settimana avrebbe sconvolto definitivamente la mia
esistenza, sia di persona che, più in particolare di donna, cioè che avrebbe modificato la mia percezione del mio essere
donna, della mia femminilità.
Britta aveva 40 anni era una donna incredibilmente affascinate bionda, occhi turchesi, un
sorriso smagliante, al contrario di mamma aveva un seno che sfidava le leggi della gravità, era una quinta scarsa, il ventre
piatto, evidenziava in maniera marcata il suo monte di venere. La fica era completamente depilata, le gambe erano lunghe
ed affusolate. Per avere 40 anni era veramente una donna sensuale ed incredibilmente affascinante. Quando seppe che vivevo
a Milano volle che andassi a casa sua qualche giorno prima così per conoscermi. Fu l’inizio di una sorta di incubo, che
si concluse con il paradiso. Quando la vidi, all’inizio, notai solo quanto fosse bella ed affascinante, ma più i giorni
passavano e più quella donna entrava nella mia mente e nei miei sogni. L’ho già detto non sono mai stata una santarellina,
ma ho sempre pensato al sesso fatto con gli uomini, mentre sempre più spesso facevo sogni erotici al cui centro non c’era un uomo, ma solo lei la mia ossessione, la bella ed affascinante Britta, la notte prima della tempesta da cui iniziò a cambiare
la mia vita mi capitò di svegliarmi con due dita conficcate nella vagina ed un tremendo orgasmo, e provate voi ad indovinare
chi era al centro di questo sogno?

————FINE PARTE 1 continua

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