Clara. Parte 3

Deborah, all’epoca, era una ragazza dolcissima, un’amica sincera, la classica persona con cui passeresti intere giornate, anche lei viveva a Milano, purtroppo nella casa del suo ex ragazzo, il quale pensò bene, una volta, tornato a casa di impachettare tutte le sue cose e di lasciarle, per fortuna, in portineria.
Con Debby nel giro di 2 giorni eravamo diventate buone amiche così quando mi chiese se la potevo accompagnare a casa, mi
parve la cosa più naturale del modo. Permettetemi di sprecare alcuni istanti per raccontarvi il nostro arrivo presso il
lussuoso appartamento in cui viveva col ragazzo, lei era già triste, ma quando lo vide uscire con la sua nuova fiamma, tanto
per capirci quella che “non conta niente per me”, le si riempirono gli occhi di lacrime, il colpo di grazia arrivò quando
parlò con il portiere che le disse che gli scatoloni con le sue cose dentro erano nel magazzino, ma che lui gli aveva messi
li solo da poche ore, su uno scatolone c’era un biglietto che non lasciava dubbi, lui se ne era andato dall’albergo,
ma ora toccava a lei andarsene e per sempre da casa, lui voleva ricominciare la sua vita, e altre banalità varie. Debby
era sola non voleva mettere in mezzo i suoi genitori ed il fratello che mai avevano approvato la loro storia e apertamente
disapprovavano la convivenza, io in quel momento ero la sua ancora di salvezza. Il 5 giugno, in un pomeriggio caldo ed assolato
io e Debby andammo a dividere lo stesso appartamento. Non si trattava di convivenza, ma di condivisione degli spazi e delle
spese. All’inizio la convivenza era strana, nessuna delle due era abituata a dividere gli spazi con un’altra donna, ma
dopo pochi giorni, complice il caldo opprimente di quei giorni milanesi ci sentimmo subito libere, poi tutti i weekend andavamo
al mare.
Fu quell’estate che avvenne un fatto tanto tragico, quanto naturale, la morte dei miei genitori. Papà, proprio
perché non voleva che io fossi legata alla Sicilia prima di morire stava per vendere tutte le proprietà. Quando l’amministratore
di mio padre mi disse che i miei erano morti, mi disse anche mio padre e mia madre stavano per vendere tutte le loro proprietà
e quindi mi avrebbe dovuto dare i soldi, poi mi disse che l’avvocato dei miei genitori, passati 5 giorni dalla loro morte,
seguendo i loro ordini, doveva aprire il loro testamento. Ero a terra, non sapevo come comportarmi, Debby, col suo sguardo
più dolce, mi disse che mi avrebbe accompagnata lei in Sicilia, così tirammo fuori i nostri abiti più seri e castigati
e partimmo alla volta di Palermo e poi alla volta di Santo Stefano di Camastra.
I nuovi proprietari di casa e dei terreni
mi diedero tutto il tempo che desideravo per sistemare tutte le questioni burocratiche che riguardavano i miei. Una sera
che decidemmo di passare a casa fu l’occasione di scoprire un lato del carattere di Debby. Per prima cosa andai a comprare
del pesce, poi senza sapere il perché andai dal parrucchiere per farmi bella. Tornata a casa cucinai il pesce e mi andai
a preparare solo al termine dei miei preparativi, indossai un minigonna aderente con sopra un top rosso come biancheria decisi
di indossare un perizoma di pizzo nero e misi un paio di scarpe con tacco a spillo, tornai in cucina e la vidi bellissima
e sensuale con un abito bianco lungo, con due abbondanti spacchi che mettevano in mostra le splendide gambe. Cenammo e poi
misi della musica, non avevamo voglia di televisione, in quell’occasione Debby mi chiese se volevo ballare con lei, la
musica suggeriva un ballo lento e stretto, così cominciammo a ballare e a stringerci, era strano sentivo la sua eccitazione
e non riuscivo più a contenere la mia. Fu un lento ed estenuante gioco di seduzione le nostre mani tremanti si sfioravano
in tutto il corpo, poi lei ansante avvicinò le sue labbra alle mie, io ero terrorizzata non sapevo come comportarmi, avevo
voglia di baciarla di infilarle la lingua in bocca e di assaporare il suo corpo, ma avevo paura, paura di rovinare tutto,
paura che non fosse pienamente convinta e che il mio approccio aggressivo potesse in qualche modo farle scattare un tasto,
allora decisi di appoggiare solo le mie labbra alle sue, nulla più. Tanto bastò, Debby corse via in lacrime. Chiamai Britta
per chiederle consiglio, lei mi disse di andarle a parlare e di spiegarle che non c’era nulla di mare in quello che era
accaduto. Dovevo dirle quello che provavo per lei e che ero lesbica, ma che dipendeva solo da lei l’evolversi della situazione.
Presi il coraggio a quattro mani ed andai da lei, la prima cosa che feci fu quella di tranquillizzarla, le dissi tutto quello
che mi aveva detto Britta, le dissi che ero lesbica e che avrei aspettato tutto il tempo necessario, ma le chiedevo di considerare
la possibilità di provare a fare l’amore con me, volevo che considerasse la possibilità di vivere con me, non come coinquilina
ma come compagna di vita. Poi facendo seguito alla premessa me le andai via. Il giorno dopo non la vidi, dovetti andare dall’avvocato.
Quando tornai la sera lei non c’era, mi parve chiaro che la mia Debby non voleva avere una relazione sentimentale con una
donna, piansi, era la seconda volta che mi innamoravo e che perdevo la donna dei miei sogni, dopo circa due ore di pianti
ininterrotti, sentii aprire la porta era lei bellissima truccata e vestita in modo sexy. Io ero orribile, brutta sfatta,
ma quando la vidi sparì tutto, lei mi guardò negli occhi tutto passò, fu un solo lungo sguardo, lei bellissima come il
sole, mi disse di andarmi a fare la doccia e di preparmi, e che questa sera toccava a lei preparare la cena, poi mi si avvicinò,
mi accarezzò la guancia, con infinita dolcezza, avvicinò le labbra all’orecchio e mi disse di farmi bella, poi mi diede
un bacio sulla guancia ed io in preda ad un turbinio di emozioni andai a sistemarmi per la cena.
Riempii la vasca d’acqua
calda misi un bagnoschiuma al muschio bianco, sugli occhi applicai dei dischetti per gli occhi con dell’acqua di rose,
per decongestionare gli occhi, quando uscii dall’acqua ero rinata. Mi truccai con sapienza e senza esagerare, l’unica
nota forse forte era il rossetto rosso scuro lucido, che con la mia carnagione stava una meraviglia, gli occhi erano truccati
di nero, ma non in modo aggressivo. Alle mani ed ai piedi misi uno smalto con la stessa gradazione di intensità di rosso.
Come biancheria misi un perizoma di pizzo nero, delle calze nere con la riga dietro e la balsa di pizzo molto alta, il mio
abbigliamento venne completato da una gonna di pelle nera lunga ed un corpetto corallo che metteva in risalto la mia abbronzatura
ed il mio seno prosperoso, ai piedi indossavo un paio di sandali allacciati alla schiava che erano un vero portento. Quando
mi vide fece un fischio alla pecorara, comportamento in pieno contrasto con quello che era il modo di fare di quella ragazza.

Appena arrivai lei mi venne incontro mi diede un bacio vicino alle labbra, poi mi prese le mani e mi chiese di avere pazienza,
che lei non poteva più fare finta di essere attratta da me, ma che aveva ancora timore di avere tanta confusione in testa,
io da parte mia le dissi che ero così felice e che, come le avevo già detto, le davo tutto il tempo di cui lei avesse avuto
bisogno. Cenammo poi ci mettemmo su un divano e partirono coccole e carezze. Io ad un certo momento le dissi che non riuscivo
più a trattenermi, che ero troppo eccitata, lei si alzò in piedi mi prese per mano e andammo in camera da letto. Li ci
spogliammo con infinita lentezza, la feci sdraiare, le misi un cuscino sotto il sedere, e con tutto l’amore e la devozione
del mondo cominciai a baciarle l’interno coscia, quando sentii che cominciava a rilassarsi, cominciai a baciarle la fighetta,
che era madida di liquidi, Debby si contorceva dal piacere. Sembrava invasa dal piacere che solo un donna che ti lecca come
vorrebbe essere leccata lei ti sa dare, venne in un violento orgasmo, poi cercò di restituirmi il piacere dato, devo confessare
che la sua inesperienza e la sua voglia di imparare mi fece sconvolgere e anche io provai un immenso piacere che mi regalò
uno dei più belli e duraturi orgasmi mai provati fin a quel momento. Ci addormentammo stanche, ma felici, quando mi svegliai
la mattina dopo, fu incredibile lei era già in piedi, quando mi vide mi sorrise, poggiò il vassoio con la colazione sul
letto, e mi diede un bacio sulle labbra e mi disse che la notte scorsa aveva provato un piacere, un amore, un coinvolgimento
che mai aveva provato in vita sua, non aveva più dubbi, voleva essere la mia donna, la mia compagna, poi, mi disse una cosa
che mi fece commuovere per tutto quello che significava, voleva essere la mia compagna per la vita.
Sistemammo gli ultimi
dettagli con l’avvocato dei miei e con il loro notaio diedi le chiavi della proprietà che era stata della mia famiglia
a degli estranei, poi con l’amore della mia vita tornammo a Milano a vivere la nostra vita insieme. I giorni successivi
furono duri, difficili, facemmo tutti gli esami della sessione estiva, poi partimmo per le vacanze. Fu vero amore.
Tornammo
nello stesso albergo dove ci eravamo conosciute, li ebbi la certezza che Debby aveva definitivamente superato le sue paure
circa l’omosessualità, quando incontrammo il suo ex, i due si salutarono cordialmente, poi lei mi chiamò e mi presentò
a lui come la sua compagna. Andammo subito in camera, li ci spogliammo velocemente e cominciammo a baciarci con grande passione
con la mano destra percorsi il corpo fremente della mia donna e le infilai il dito medio dentro la fighetta che era già
bagnata, il mio cervello era in corto (non avevo mai ricevuto una dichiarazione d’amore così bella e commovente), adoravo
il suo seno, pieno e ben fatto, i suoi capezzoli duri erano una fonte perenne di piacere, le baciai l’ombelico e poi mi
dedicai la suo clito, sembrava un cazzetto duro e turgido, si mise seduta ed io mi sopra di lei strofinammo le nostre fighette

————FINE PARTE 3 continua

ed i nostri clitoridi fino all’orgasmo, ero stremata, ma non ne avevo abbastanza le dissi che volevo fare un bel 69, ci
mettemmo in posizione e demmo giù di lingua, ci leccammo le fighette e i buchini del culo con amore e passione, ci aiutammo
nell’esplorazioni vaginali con le dita, questo aumentò, e di molto il piacere che provavamo. Sentire il suo corpo sudato
e flessuoso a contatto col mio mi dava la sensazione di essere in cima al mondo.
Uscimmo quella sera solo per cena e poi
tornammo subito in camera. Ci addormentammo abbracciate, è stato bellissimo.
la mattina dopo, quando ci svegliammo vederla
li vicino a me nuda e morbida riaccese il desidero allora cominciai a leccarle i seni, lei si svegliò, aveva gli occhi di
quella che voleva godere. Per fortuna che ci svegliammo presto, perché a fare colazione scendemmo dopo più di un’ora.
Le vacanze durarono tutto il mese di agosto, un mese costellato da sesso e da piacere e soprattutto da infinito amore. A
settembre Debby volle andare dai suoi genitori in Veneto, e naturalmente volle che io andassi con lei. Quando arrivammo nella
loro villa in campagna i genitori notarono quanto la figlia fosse felice e serena e di questo furono entusiasti, non nascosero
la loro gioia nell’avere saputo che tra lei ed il suo ex tutto era finito, ma vollero sapere chi fosse la ragione di tanta
raggiante felicità, quando Debby disse che ero io, sua madre, mi guardò e rivolta alla figlia mi chiese se eravamo innamorate,
lei disse di si, i suoi si guardarono, poi si rivolsero a me dicendomi che erano sconvolti, ma che non volevano ostacolare
la felicità della figlia, ma mi chiesero un po’ di pazienza per digerire la notizia. Dissero che avevano preparato due
stanze, io intervenni prima che nessuno potesse parlare e dissi loro che Debby era fortunata ad avere una famiglia come la
sua e che io non volevo sconvolgere nessuno, e che se loro me lo permettevano io avrei dormito nella stanza degli ospiti.
La sera dopo un’intera giornata passata a conoscerci il padre di Debby mi disse che non avrebbe avuto senso che noi dormissimo
separate, visto che ci amavamo, lo abbracciai e dissi loro che assomigliavano ai miei genitori, da poco mancati.
Sono passati
26 anni da allora, Debby ed io viviamo felicemente la nostra vita, abbiamo cambiato casa, ne abbiamo una più grande, siamo
entrambe avvocatesse di successo e siamo due bravissime e felicissime zie di due ragazzi, un maschietto di 15 e una femminuccia
di 12 anni. La famiglia di lei ha condiviso, come ho già detto, fin da subito la nostra storia e la nostra felicità. Ora
anche voi sapete qualcosa di più su di noi.
A presto.

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