la doppia iniziazione di Angela. parte 1

L’indomani mattina sono presto in spiaggia, anche se muoio di sonno e il culo mi brucia ancora: non voglio perdermi la partenza di Fabio e Eva. Li vedo infatti, verso le nove: la bella barca di Fabio scivola elegantemente fuori dal porto turistico e sfila davanti alla spiaggia al limite della distanza di sicurezza, con Eva in topless sulla prua, che si sbraccia a salutare.
Mi si gonfia il cuore… Ho proprio una bella cotta per quella ragazzina!
Mio marito mi rompe i coglioni commentando la sguaiataggine della nuova generazione, che non ha più decoro.
Lo ignoro, ma proprio non vedo l’ora di farmi sbattere di nuovo da un vero uomo… Così vedremo con quale decoro porterà  lui in giro le sue belle corna!
Il mio primo istinto è di andare a cercare Aldo e farmi sbattere alla veloce nella sua cabina, ma il culo mi fa davvero un male cane, e decido di soprassedere, almeno per il momento.
Per fortuna arriva Elena.
Le bambine cominciano a giocare, e la mia amica mi si siede accanto, così ho la scusa per ignorare il Mauri.
Angi non si vede… Elena mi lascia intendere che si è fermata “col suo ragazzo”, e adesso sono probabilmente in cabina a fottere come conigli.
Mi sento molto vicina alla Elena. Sono contenta che sia lì in quel momento difficile di separazione dal mio nuovo amore… Anche se naturalmente non le posso dire nulla: la mia amica è gelosissima!
Però non vedo l’ora di fare di nuovo sesso con lei…
Il Mauri spacca le palle: vuole scopare.
Ancora non è riuscito ad avermi e gli brucia tornarsene a Milano con le pive nel sacco. Ma io non ne ho voglia, io voglio Elena.
Alla fine, con la scusa che ci sono le bambine e Angela ancora non si vede, gli dico che di tornare a casa solo per una scopata con il caldo che fa non se ne parla proprio, e se proprio vuole possiamo farci una sveltina nella cabina di Elena.
Lui diventa un peperone quando chiedo la chiave a Elena, dicendole chiaro e tondo perchè mi serve, e lei me la da con un sorrisetto.
Come sospettavo, mio marito a questo punto è così imbarazzato che non gli tira, così me la cavo con un’altra sega. Il Mauri schizza un po’ di seme per terra, e il problema è risolto.
Lui è avvilito, ma lo rincuoro con un bacino sulla bocca, a quel punto lui probabilmente si ricorda di avermi tradita con Elena, e ridiventa tutto carino…
E’ il momento di scaricarlo.
Gli ricordo che se parte per tempo, forse riesce a vedersi la partita amichevole dell’Inter, e lui si gasa subito. Mi è perfino riconoscente per averglielo ricordato…
Tempo un’ora, e mio marito si sciacqua dalle palle con la sua macchia.
Ho campo libero con Elena…
Angi si fa finalmente viva, tutta soddisfatta. Ci annuncia che con Aldo va veramente tutto a gonfie vele, e che è così felice con un vero uomo come lui…
Elena sbuffa impaziente. Ha appuntamento con Aldo subito dopo pranzo, ma naturalmente non può dirlo alla sorellina.
Devo assolutamente fare qualcosa: non mi va proprio di essere quella che va in bianco… La sega al Mauri non conta.
Ho un’idea brillante. Le bambine chiedono da qualche giorno di poter passare ancora la notte insieme, ma questa volta da sole.
Propongo di preparare le cose per loro a casa mia, così poi loro possono restare da sole, prepararsi la cena e andare a dormire insieme, e io posso dormire dalla Elena…
La mia amica ha un sorrisetto strano: sa bene che la mia proposta implica che mi deve mollare la fica nel suo letto… Mi strizza l’occhio e accetta. La Angi non ha voce in capitolo, e comunque visto che tocca a lei cucinare quella sera, avere me o la Mara a cena non fa molta differenza.
Quella sera Angi va a dormire piuttosto presto, e io resto sola con Elena. Telefoniamo a casa mia per accertarci che le bambine se la stiano cavando bene, poi decidiamo di andare a letto anche noi.
Quando esco dal bagno, la Elena è già  distesa languidamente sul letto col suo babydoll, e sorride maliziosamente.
Mi stendo accanto a lei e la bacio sulle labbra.
La sua lingua incontra la mia e inizia a danzare con lei… Ci abbracciamo e ci rotoliamo sul letto, le nostre gambe nude aggrovigliate fra loro.
Alla fine io mi ritrovo sopra, e senza smettere di baciarla le scopro le tette, cominciando a massaggiarle. Lei mugola di piacere nella mia bocca.
Mentre sprimaccio una tetta, gioco col capezzolo dell’altra, e intanto strofino con la coscia la sua figa calda e carnosa…
Si bagna in fretta, la mia amica.
Smetto di baciarla e scivolo lungo il suo corpo morbido e flessuoso, fino a raggiungere la sua tana calda e profumata.
Comincio a leccarla. Poi la scopo con la lingua. A lungo…
Elena geme di piacere, spalancando le cosce più che può, e mi afferra per i capelli, cercando di spingermi la faccia il più possibile dentro la sua figa.
Succhio la sua sbroda calda e dolcissima, me ne imbratto il viso strofinandolo contro il folto pelo nerissimo della sua vulva scarmigliata.
Un grido selvaggio: Elena è venuta.
Continuo a leccare per raccogliere il nettare che le sgocciola dalla fica e assaporarlo come merita, e lei mi accarezza la testa con gratitudine.
Poi mi alzo e mi rivolto, montandole in faccia: adesso che ha goduto, tocca a lei darsi da fare fra le mie cosce…
Sento la sua lingua inesperta ma malandrina farsi strada nella mia peluria bionda e aprirmi delicatamente le valve della figa, per poi penetrare lentamente all’imbocco della vagina. Fremo di piacere, e un debole lamento mi sfugge dalle labbra.
Mi gusto la volenterosa sleccazzata che mi propina la mia amica, ma quando faccio sesso io non riesco a rimanere passiva a lungo: mi distendo su di lei a sessantanove, tornando ad immergere la faccia nel suo boschetto nero come l’inchiostro e ancora umido dell’orgasmo precedente.
Le abbraccio le chiappe sode e ricomincio a leccare, nella più classica delle posizioni dell’amore lesbico.
Restiamo a sessantanove per un’eternità , entrambe arriviamo più volte vicine all’estasi per ritrarci all’ultimo momento e prolungare il piacere il più a lungo possibile…
Mi piace fare sesso con Elena. E’ porca quanto me, anche se in modo diverso: io sono depravata, cerebrale, amo controllare le mie perversioni e scatenarle tutte insieme al momento giusto. Elena è molto più naturale nella sua troiaggine, è una puttana per natura, istintiva e per niente razionale. Vive liberamente la sua sfrenata sensualità , abbandonandosi all’istinto. E’ per questo che, pur non essendo bisessuale come me, mi si è concessa così completamente: lei non si fa problemi, vive l’attimo fuggente senza pre-selezionare i suoi amanti come faccio io.
E intanto impara. Per essere una senza esperienze saffiche alle spalle, mi mangia la fica eccezionalmente bene.
Sono quasi sul punto di godere, e mi ritraggo. E’ il momento di mostrare a Elena qualcosa di nuovo.
Scendo dal letto e raggiungo la mia borsa. Estraggo il regalo di Fabio, e ho un brivido all’idea che sto per fottere la mia amica proprio come se fossi un maschio.
So che lei mi vede armeggiare da dietro, ma può solo bearsi della vista della mia schiena nuda e del mio splendido culetto, mentre indosso la mia protesi.
Mi penetro col dildo interno, e fremo di piacere sentendo la vagina che si riempie di lattice tosto, poi sistemo le cinghie intorno ai fianchi e sotto il cavallo, assicurando lo strapon in modo che non si muova, e infine mi volto, mostrando con orgoglio il mio giocattolo nuovo alla mia amica.
La bocca della Elena quasi cade per terra.
– Oh mio dio… Che cos’è quello?
Rido, mentre lei mi guarda con occhi sgranati, come se avesse appena scoperto di aver fatto l’amore con un’ermafrodita: – E’ il nostro nuovo amico, tesoro… Con questo, posso veramente possederti fino a farti piangere.
– Tu sei matta! E’ troppo grosso…
– Adesso non esagerare. E’ grosso, è vero, ma non più di quello di Aldo, che ti sei presa poche ore fa. Adesso tocca a me… Allarga le gambe, amore mio, che adesso ti faccio urlare.
La Elena rimane imbambolata un momento, ma riconosco il lampo di lussuria nei suoi occhioni neri. So che non si tirerà  indietro neanche questa volta.
E infatti, si stende nuovamente sul letto e allarga le gambe proprio come le ho ordinato, aprendosi le valve della figa per preparasi alla penetrazione inaspettata.
Risalgo sul letto e le monto addosso per possederla.
Lei mi cinge con le cosce e mi afferra per i fianchi come fossi un uomo, mentre punto la testa del dildo fra le sue valve aperte e umide, appena visibili nel suo folto boschetto nerissimo.
Affondo il fallo di lattice dentro la mia amica e mi distendo su di lei, strappandole un gridolino di sorpresa e di piacere nel realizzare il turgore del pene che le penetra nella vagina.
Appoggio il seno sul suo e la fisso negli occhi, gustando la pressione del robusto dildo interno dentro di me, e immaginando quel che prova lei sotto di me, piena di quello esterno, ancora più lungo e soprattutto pi๠grosso.
– Aahhh… ““ annaspa la Elena, infilzata dallo strapon ““ Madonna mia, che cazzo! Mi riempie tutta…
Sono contenta che le piaccia. La bacio in bocca, strofinando le tette sulle sue in modo che i miei capezzoloni sfreghino contro i suoi e premano contro la sua carne tenera.
Poi comincio a scoparla.
Sento le sue braccia cingermi le spalle, mentre le sue gambe mi allacciano i fianchi; mi puntello sulle braccia e comincio a pompare con i reni contro i suoi lombi.
– Oh! ““ geme lei ““ Oh sì, fottimi…
Non mi faccio pregare, e comincio a pestare dentro di lei come se fosse il basilico in un mortaio per fare il pesto alla genovese… A ogni affondo sento il dildo interno che mi si conficca maggiormente nella fica, e contemporaneamente sento l’aria che sfugge dai polmoni di Elena, che geme dal piacere nel sentirsi penetrata fin quasi alla bocca dell’utero.
– Aahhh… Aahhh… Sto per godere…
Elena chiude gli occhi, sentendosi sommergere dall’onda di piena dell’orgasmo, e io accelero ancora il ritmo della scopata, sentendomi vicina a mia volta.
Poi lei s’inarca all’improvviso, lasciandosi sfuggire un guaito da bestia ferita a morte, e si contorce tutta, fulminata dall’orgasmo.

————FINE PARTE 1 continua

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