perversione. Parte 3

Le luci sono spente, non si sente rumore, e dalla stanza delle ragazze proviene il respiro ritmico di chi
dorme il sonno del giusto.
Andiamo in camera mia, e finiamo dritte a letto.
Elena osserva piccata il mio letto sfatto:
– Oh, vedo che oggi questo posto ha già visto dell’attività… Da chi ti sei fatta sbattere mentre io ero con Aldo?
Arrossisco
involontariamente: mi ero scordata di averlo lasciato così… Ho un po’ di vergogna, in fondo le ho sedotto la figlia
adolescente. Però mi eccita anche l’idea di fare sesso con lei sulle lenzuola ancora impregnate del profumo della Mara.

Non ho capito: tu puoi scoparti Aldo e io non posso divertirmi con un altro?
Lei scrolla le spalle: – Vabbè, mi racconterai
dopo… Voglio sapere tutto!
Sì, come no… Adesso le racconto di come le ho traviato la figlia.
Ci spogliamo l’una
con l’altra, e io sono deliziata nel riconoscere per la prima volta una certa iniziativa nei modi della mia amante, che
fino ad adesso è sempre stata molto remissiva, se non addirittura sottomessa. Bene. Ne approfitterò…
La scopata abortita
sul più bello con la Mara mi ha lasciato una voglia tremenda di godere sulla bocca della mia partner, e mi pare giusto che
la madre ponga rimedio all’errore della figlia.
Così, dopo un po’ di preliminari per riscaldarci un po’ (e per inumidire
le fichette), mi stendo sulla schiena e offro il mio sesso alla boccuccia di Elena.
A differenza di sua figlia, la mia amica
ormai conosce bene i miei gusti, e si concentra sul mio tunnel dell’amore, percorrendolo a lungo alla ricerca del punto
G per cercare di mandarmi in orbita.
Mi lecca anche il clito per soprammercato, ma dita e lingua non cessano mai di sollecitarmi
la vagina.
Mi abbandono al piacere che monta come un’onda, si abbatte e rimonta di nuovo sempre più in alto, in una successione
la cui potenza cresce in proporzione logaritmica (ricordatevi che sono un’insegnante di matematica!) e che mi squassa l’anima
e le viscere.
Chiudo gli occhi per concentrarmi sulle sensazioni squisite che mi dà la lingua di Elena sulla fica e dentro
di essa, e uso le mani per accarezzare la testa della mia amante e per tormentarmi i capezzoli, che ormai sembrano razzi
pronti a partire per la Luna.
Sono ormai più di là che di qua, quando mi sembra di sentire un rumore e avverto una presenza
vicino a noi.
Con uno sforzo riapro gli occhi, per vedere la Mara che si avvicina al letto con aria timida e decisa al tempo
stesso. Ha addosso la canotta e le mutandine bianche che aveva indosso per dormire con mia figlia e che contrastano con la
pelle olivastra e abbronzantissima, ed è una visione estremamente eccitante.
Incrocia il mio sguardo e mi sorride, come
se la sua presenza al fottisterio mio fra me e sua madre sia una cosa normale.
La Elena è tutta presa dal connilinguo e
non si accorge di niente.
Io da un lato sono raggelata, dall’altro la presenza della ninfetta eccita le componenti più
depravate della mia sessualità.
La Mara si sfila le mutandine che cadono a terra, poi siede sulla sponda del letto, sfiorando
col fianco nudo la mia coscia che a sua volta stringe la testa di sua madre, impedendole di vedere cosa stia succedendo.
Per
un po’ non succede niente: Elena continua a lapparmi la fica, e Mara ci osserva intenta, una mano sulla mia spalla e l’altra
nel grembo.
Poi, quasi senza parere, appoggia l’altra mano sulla schiena nuda di sua madre sempre intenta nel connilinguo.
Ora,
io sto tenendo entrambe le mani sulla testa della mia amante, e sentirsi un’altra mano sulla schiena fa suonare un campanello
d’allarme nella testa della Elena, che solleva il capo perplessa.
Vede me intenta a osservare la Mara, e segue il mio
sguardo fino a inquadrare sua figlia, seminuda accanto a noi.
Se la Elena non ha avuto un infarto adesso, immagino che non
lo avrà mai più.
– Ciao – la saluta la Mara con un sorriso timido.
– Maronna santissima – esclama la Elena con un
accento napoletano esagerato – Cosa ci fai tu qui?
– Mi chiedevo se c’era posto anche per me…
L’espressione della
ragazzina è di quelle che spezzano il cuore. Una sceneggiata perfetta…
– Tu tieni la merda n’a capa!
– Sono cresciuta,
mamma… Sono tua figlia, e ho le stesse tue voglie. Preferisci che vada a soddisfarle col primo che passa…?
Elena, sempre
chiusa fra le mie gambe, si tira sui gomiti e fissa inebetita sua figlia. La cui logica apparentemente non fa una grinza.

… Pensavo che, invece di andare con un bagnino preso a caso sulla spiaggia, sarebbe più giusto approfittare dell’esperienza
di voi due. Sbaglio?
Elena diventa rossa come un peperone delle sue parti nel sentire menzionare il bagnino. Se si tratti
di imbarazzo per la sua indiscrezione scoperta dalla figlia, o per l’idea di vedere la Mara finire nelle grinfie del vitellone,
non saprei dire. Probabilmente tutte e due.
Io comincio ad essere così divertita che non provo più alcun imbarazzo di
fronte a quell’incredibile crisi familiare. In fondo sono a casa mia e nel mio letto, mentre madre e figlia sono entrambe
venute lì di loro libera scelta.
Però io ho ancora voglia, e tutta questa perdita di tempo comincia anche ad irritarmi.

Mara, per quel che mi riguarda, sei la benvenuta – intervengo, visto che Elena è sempre lì, imbambolata e senza parole
– Ma se non lo hai capito, noi non siamo qui per scambiarci confidenze filiali. Quindi, se vuoi restare, vedi di darti
da fare, perché io ho bisogno di godere. E quanto a te – aggiungo, rimettendo le mani in testa a Elena e tirandomela di
nuovo fra le cosce – Vieni qui e leccamela!
Sono più forte di lei: Elena lo sa bene, e quindi non oppone resistenza.
Fra l’altro, leccandomi la fica non può più vedere sua figlia, e quindi si sottrae al problema.
La Mara esita solo un
secondo, poi quando vede che sua madre ha ripreso il suo connilinguo, si china a sua volta su di me.
Io allungo un braccio
per cingerle le spalle, e ci baciamo in bocca.
Le sfilo rapidamente la canotta, lasciandola nuda come Elena l’ha fatta,
e le sussurro con voce calda: – Succhiami i capezzoli, da brava…
La madre fra le cosce, la figlia sulle tette. Cosa potrei
chiedere di meglio?
Le due consanguinee vanno avanti per un bel po’ ad amare insieme il mio corpo bollente, e alla fine
riescono a portarmi ad un orgasmo nucleare.
Esplodo con un urlo rauco in faccia a Elena, sborrandole in bocca i succhi del
mio piacere. Al tempo stesso attiro a me la Mara per baciarla con foga e ringraziarla così per le sensazioni nuove e perverse
che la sua presenza ha infuso nel mio rapporto con sua madre.
Elena si dà da fare a ripulirmi la fica da tutti gli abbondanti
umori secreti dall’esplosione del mio corpo, raccoglie tutto con la lingua e inghiotte debitamente fino all’ultima goccia.
Poi
finalmente alza la testa, e ci vede intente a baciarci appassionatamente alla faccia sua.
La sua naturale gelosia prevale
sull’istinto materno di protezione, e invece di incazzarsi si avvicina a noi, con un’espressione che è un misto di timidezza,
curiosità ed eccitazione.
La tiro a me con la mano libera, e così le abbraccio entrambe, una per spalla.
Smetto di baciare
Mara per passare a sua madre, poi ancora lei e di nuovo la Elena… Poi tiro nuovamente a me la figlia senza smettere di
baciare la madre.
Mara, per stare più comoda, passa un braccio attorno alle spalle di Elena, premendole un seno sul fianco,
e accosta le labbra alle mie, già occupate da quelle di sua madre.
La sua lingua inesperta si unisce alle nostre e io la
accolgo calorosamente in quel bacio torrido e proibito.
Assaporo il cocktail di saliva di madre e figlia insieme, e invado
a turno le loro bocche calde e accoglienti, abbracciandole strette per evitare che una delle due possa tirarsi indietro all’ultimo
momento.
Ma non accade.
Il nostro bacio a tre si prolunga appassionatamente, le nostre tette si sfregano le une contro
le altre in una confusione di carne morbida e calda…
Poi mi tiro indietro io, lentamente… Le tengo sempre strette a
me, ma richiudo la bocca e apro gli occhi per assistere all’incesto.
Mara e Elena continualo a baciarsi a bocca aperta,
infoiate come due troie, probabilmente senza veramente rendersi conto dell’enormità del loro atto.
Accarezzo loro i
capelli, incoraggiandole a continuare.
Scendo con le mani lungo i loro corpi flessuosi e abbronzantissimi, fino a palpeggiare
i loro culi… Sodo e elastico quello di Mara, ampio e morbido quello di Elena. Le sento fremere entrambe di passione.
A
un certo punto la Elena spalanca gli occhi, improvvisamente consapevole di ciò che sta facendo. Fa per staccarsi, ma io
la tengo stretta, e anche Mara le si avvinghia contro, pazza di voglia.
Affondo due dita nella sorcona guazza della mia
amica, e questa smette di dibattersi, come fosse stata colpita in pieno da una fucilata.
Torno ad unirmi a quel bacio proibito,
ma senza smettere di accarezzare le zone erogene in prossimità delle cosce di entrambe.
Le sento sussultare e fremere sotto
le mie carezze e i miei baci.
Con le dita trovo il clito della Mara e comincio a giocarci. Lei si bagna di colpo e comincia
a smaniare.
Mi divincolo lasciandole a baciarsi fra loro e mi giro fino a tuffare il viso fra le cosce della ragazzina.
Osservo affascinata il suo sesso voglioso, ne assaporo il profumo, ne assaggio il sapore… Poi mi getto famelica a divorare
l’oggetto del mio desiderio proibito.
– Aahhh… – geme la piccola, ricevendo la mia lingua nelle sue torride intimità
– Patty, mi fai impazzire!
Bene: l’idea è proprio quella…
Elena si alza per vedere cosa succede, e si rende conto
che sto facendomi sua figlia in punta di lingua.
Apre la bocca per dire qualcosa, ma io la prevengo: – Non stare a guardarmi
a bocca aperta, datti da fare anche tu: succhiale le tette, e vedrai che la facciamo godere in pochi minuti!
Elena sgrana
gli occhi, e io aggiungo perfida: – O preferisci che se ne vada a cercare qualche bagnino a caso che provveda a calmarle

————FINE PARTE 3 continua

i bollori?
A una madre premurosa non occorrono altri argomenti.
Sfiora un’ultima volta con un bacio le labbra della figlia,
poi si china sul suo seno acerbo e comincia a leccarle i capezzolini, rosei e durissimi, che le si offrono peccaminosamente.

Sì, sì… Mi fate morire…
La Mara apprezza il trattamento, e mi gode in bocca in pochissimo tempo.
Bevo i suoi abbondanti
fluidi, poi torno a raggiungere la Elena e mi dedico al seno libero della ragazzina, che continua a smaniare sotto le nostre
esperte slinguate.
Quando Mara smette di contorcersi tutta e si abbatte stremata, vado a sfiorare il viso di Elena con un
bacio.
– Ora tocca a te… – le sussurro.
– Che cosa vuoi dire?
– Sei l’unica che non è ancora venuta… Stenditi,
che ti faccio godere.
I suoi occhi s’illuminano di un torbido desiderio, e la mia amica si stende, offrendosi per il connilinguo.
Mi
piego su di lei, sul suo sesso folto e nerissimo, e comincio a baciarla.
Lei chiude gli occhi, abbandonandosi alla lussuria.
La lecco a lungo, lentamente… Così a lungo che alla fine anche la Mara si riprende. Vede cosa sta succedendo, si illumina
e mi raggiunge per baciarmi.
Io rispondo al bacio e le stringo forte un seno, piccolo ma duro come il marmo.
Lei freme
di piacere e si abbandona alle mie carezze.
– Leccala un po’ tu, adesso – le sussurro lubrica – Io continuo ad accarezzarti…

Sì, ti prego…
Senza pensarci troppo, Mara si china fra le gambe di sua madre e comincia a leccarle la fica.
Io continuo
a palparle le tette, impastandole per bene e godendomi lo spettacolo osceno di quell’incesto immondo.
Elena smania, inconsapevole…
O forse è già sull’orlo dell’orgasmo e non si sottrarrebbe per nulla al mondo per evitare di ricadere a terra insoddisfatta.
Per
motivarla ulteriormente, mi chino a succhiare le sue tettone da vacca, senza smettere di manipolare quelle piccole e dure
di sua figlia.
Ora la Elena smania e si dimena tutta, prossima a godere anche lei, e io mi accanisco sulle sue tette, succhiando
e mordendo con cattiveria.
Elena sobbalza, geme, e gode in faccia a sua figlia.
La Mara lecca saporitamente il sesso della
madre, suggendone il nettare proibito fino a ripulirla per bene, poi ci raggiunge e si unisce al nostro bacio.
Un bacio
lungo, appassionato, che si prolunga finché non sprofondiamo tutte e tre nell’oblio…
Patrizia V. © Copyright All Rights
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