una sera così per caso

Con mia mamma e mio papà mangiai poco e svogliata e mi misi in camera a riposare, cercando nel sonno un po’ di tranquillità.
Chiusi gli occhi e mi lasciai andare in un sonno profondo e ristoratore, mi svegliai un paio d’ore più tardi e finalmente in forma mi accomodai sul divano tra mamma e papà preparai
Non riposai affatto la notte, avevo nella testa l’immagine di Anna che mi leccava tra le gambe, inevitabilmente finii per toccarmi anche se non ero avvezza a queste pratiche finii lascivamente per toccarmi anche con forza e violenza cercavo il mio clitoride turgido e gonfio e lo sentii esplodere in un vortice ricco e denso d’emozioni, mi bagnai tutta mi rigirai nel letto e finalmente presi sonno.
La mattina e il pomeriggio, in ufficio trascorsero tra i soliti mille problemi giornalieri e non ebbi neanche il tempo di alzare gli occhi dalle pratiche sulla scrivania.
A sera alle 18,00 mentre mi apprestavo ad uscire vidi Anna che stava uscendo, ci fermammo al bar vicino all’ufficio e sedute al tavolino davanti ad una buona tazza di caffè forte Anna mi chiese se fossi arrabbiata con lei se fossi offesa o altro. Nulla di tutto questo le spiegai e solo che io non avevo mai fatto cose di quel genere e questo mi metteva in ansia, in angoscia ero davanti ad un bivio, e non sapevo quale strada percorrere, in effetti, non sapevo più neanche chi ero io, era bastato così poco una sera soltanto con un’amica e le mie certezze erano svanite nel nulla, una dopo l’altra, frantumate in un batter d’occhio tra fiumi d’umori che trasbordavano tra le mie cosce.
Questo era il mio problema che spiegai serenamente ad Anna, io non avevo fatto altro che fare all’amore con il mio ragazzo qualche volta, ma niente di più non ero cosi aperta ai piaceri, non avevo mai visto film hard o altro, e questo mi scioccava e mi trasportava nel contempo perché forse per la prima volta avevo goduto come non mai, lasciandomi andare in tutta la mia interezza facendo e facendomi fare di tutto senza opporre resistenza, anzi avida avevo goduto come non mai e il solo ripensarlo mi eccitava ancora di più.
Anna, sfiorò con la sua la mia mano, mi offri il caffè e ci salutammo.
Il telefonino inizio a trillare un attimo dopo, era Marco il mio ex ragazzo, era un bel pezzo che non lo sentivo, oramai fra noi non c’era più nulla, ma lui ostentava a dire che comunque dovevamo rimanere amici, e m’invito’ per una pizza assieme ad altri amici del gruppo che frequentavo con lui.
M’imploro a tal punto che non me la sentii di rifiutare pertanto passai a casa per avvisare i miei che mi aspettavano come sempre. Mi rinchiusi in bagno sotto la doccia, e iniziai a truccarmi proprio per fare una bella presenza.
Mentalmente avevo deciso che dovevo farlo restare di stucco e che dovevo presentarmi in un modo appariscente al massimo.
Scelsi un completino intimo colore azzurro forte, una con sopra una maglia in filo grosso con ampia scollatura che faceva notare il seno prosperoso anche per effetto del reggiseno a balconcino, e sotto oltre ad un perizoma in tinta un paio d’autoreggenti a rete sottile con sopra una mini appena svasata grigio perla scura. Ripassai bene il trucco accentuando le gote e lucidai le labbra.
Marco mi attese insieme a due coppie di amici e dopo i rituali convenevoli ci avviammo in pizzeria, un bell’ambientino luci discrete tavoli ampi, cameriere pronte e carine, insomma non male davvero.
La serata scendeva via cosi e così non mi sentivo attratta dalla conversazione, e ripensavo sempre più intensamente ad Anna ed a quella serata tra noi.
Marco decise forse per la prima volta di fare il galante e di pagare il conto per tutti.
Era migliorato Marco, forse aveva avuto una bella lezione lo vedevo in maniera diversa, si preoccupò di accompagnarmi a casa, era premuroso come non mai, mi fece un sacco di complimenti per la mise, non ci feci caso più di tanto.
Salimmo in macchina, Marco cercò di baciarmi ma io mi girai di scatto dicendogli grazie ma non e’ il caso non ti sembra? Oppure hai bevuto troppo. Si scuso bofonchiò qualcosa di incomprensibile e partimmo .
Si fermò senza aprire bocca per 20 minuti davanti alla mia macchinina parcheggiata nella piazza, mi apprestavo a scendere quando mi prese per la mano, la portò alla bocca baciandola delicatamente e chiedendomi scusa, perdonami sono un cretino.
Gli risposi ok non e’ successo nulla, scesi dalla macchina e mi avviai verso casa.
La strada era buia, andavo piano piano, rivedevo, ripensavo e più d’ogni altra cosa rivedevo Anna in quella sera particolare passata da lei.
Fu forse il vino rosso o altro non so fatto sta che mi addormentai in un decimo di secondo dormendo di un sonno profondo e tranquillo.
I giorni passavano tutti uguali casa e lavoro lavoro e casa, senza un sussulto senza nulla che potesse scuotermi dal mio torpore, il ricordo di Anna nel frattempo si era affievolito, stavo dimenticando stavo dimenticando anche me stessa forse.
Marco mi telefono così all’improvviso, erano passati quasi due mesi da quando eravamo stati a mangiare una pizza assieme, proponendomi un programma un po’ particolare del tipo partenza il venerdì sera per il lago, concerto fino a tarda ora, e poi aveva affittato una baita in montagna.
Ci pensai e ripensai non mi andava l’idea di passare la notte con lui che inevitabilmente n’ero straconvinta ci avrebbe provato e riprovato. Fu così che pensai ad Anna e gli chiesi se avesse avuto voglia di passare un fine settimana in questi termini.
Anna mi chiese subito se io fossi ancora assieme a Marco, e alla mia negazione la sentii trasecolare al telefono, del tipo ma allora che c’esci a fare etc.
Fatto sta che alla fine Anna acconsenti, telefonai a Marco che era all’oscuro di tutto e gli dissi se per lui c’erano problemi se fosse venuta anche Anna una mia amica.
Mauro non fece problema e ci demmo appuntamento per il venerdì sera alle 17,30 in punto al bar vicino al nostro ufficio.
Marco pensò alle provviste per la baita, e a me ed Anna non rimase altro che provvedere alle bevande ed al dolce, Anna poi era una specializzata per i dolci.
Il venerdì mattina mi alzai presto e preparai una borsa con le cose da portare, un bel pigiamone caldo, il cambio, due jeans le scarpe da montagna, e quant’altro.
La giornata passo via in un battibaleno, Anna ogni tanto si affacciava a salutarmi strizzandomi l’occhio si vedeva che era contenta di passare un fine settimana diverso.
Alle 5 e mezza in punto scappammo via dall’ufficio e vedemmo Marco che ci aspettava vicino alla sua macchina, un minuto il tempo di caricare le pose cose che ognuna aveva portato e via.
Notai subito uno sguardo d’intesa tra Anna e Marco, non so ma si guardavano con insistenza ammiccandosi, non ero gelosa anzi però non capivo.
La musica mi distrasse per un po’ arrivammo alle 8 di sera giusto in tempo per parcheggiare e andare al concerto. Vasco come sempre i suoi concerti era spettacolare andammo via stanche senza più un filo di voce ma contente ed allegre. Marco ci prese sottobraccio e propose a quel punto una sosta lungo la strada in un pub per stuzzicare qualcosa.
Una birra tira l’altra Anna era quasi ciucca io altrettanto Marco devo dire era in buone condizioni e per fortuna con 10 minuti scarsi ci condusse alla baita.
Anna non appena entrata dentro si allontano per andare in bagno dicendo, ragazzi spero solo di non essermela fatta addosso e ridendo come una pazza si chiuse in bagno. Marco scaricò le nostre cose e le provviste e mi chiese se avessi preferenze per il letto, poiché c’erano tre letti ad una piazza e mezza, due attigui e uno dall’altra parte della stanza.
Non c’e’ problema per me gli risposi, bene allora aspettiamo Anna.
Anna ormai quasi alla frutta a causa di birra e rum bevuti in gran quantità usci dal bagno dopo essersi sentita male, gli preparai una camomilla calda e si riprese.
Io e Anna prendemmo possesso dei due letti contigui e Marco quello in fondo. Il camino acceso emanava un tepore piacevole, carezzavo i capelli scuri di Anna e l’accarezzavo sulle guance, e lei facendo la gatta rimaneva immobile a farsi coccolare, Marco preoccupato si propose di andare a cercare aiuto nella farmacia più vicina, ma lo sconsigliai, qualche minuto ed Anna si sarebbe ripresa tranquillamente.
Ce ne stavamo seduti intorno ad Anna io da una parte e Marco dall’altra, e lei cui avevo tolto i jeans stava con il suo micro slip sdraiata su un fianco permettendo a Marco una visione a tutto tondo del suo sederino.
Anna vuoi che ti slacci il reggiseno le chiesi, visto che aveva un po’ di difficoltà a respirare o meglio respirava ma avendo sempre un po’ d’affanno, mi rispose di sì con la testa.
Aiutata da Marco le sfilai la camicetta e le slacciai il reggiseno e subito dopo la rivestii della camicia jeans, Anna non c’e’ che dire aveva un gran bel seno duro e sodo nonostante le misure era una quarta abbondante stava su che era uno splendore.
La camomilla a poco a poco fece il suo effetto Anna si addormentò con la mano nella mia, Marco mi aiutò ad infilarla nel letto ed a coprirla per bene.
Andai in bagno a togliere il trucco ed a prepararmi per la notte, mentre Marco che doveva essersi impaurito parecchio stava vicino ad Anna per sentirla. Lo trovai cosi che le dava un bacino sulla fronte sussurrandole va bene così adesso stai meglio non ti preoccupare che adesso riposerai con tranquillità.
Che tenero il Marco dicevo tra me chissà con, me non aveva mai avuto simili atteggiamenti.
Marco rimase sorpreso dal fatto che io lo avessi scorto a baciare Anna, e si scusò dicendomi mi ha fatto impaurire da morire sai.
Poverino pensai tra me, e mi accinsi a spogliarmi per infilarmi nel pigiamone e prendere sonno.
Aspettavo che Marco si alzasse per andare anche lui in bagno, cosi da spogliarmi con tranquillità ma lui non si decideva così fui io a chiedergli di girarsi perché dovevo spogliarmi, mi rispose che dopo aver visto Anna nuda non si sarebbe certo eccitato per questo, in ogni caso si girò e andò in bagno, lasciandomi da sola.
Il pigiamone era troppo pesante così decisi di non indossarlo più e misi solo una t shirt sopra e m’infilai sotto le coperte. Marco usci dal bagno in boxer salutò e si mise al letto.
La mattina era alta quando aprii gli occhi mi tirai su e non trovai né Anna né Marco, andai di la verso la cucina per farmi una buona tazza di caffè e cercare loro.
In effetti, li trovai proprio lì in cucina, Marco era di spalle seduto sulla sedia che guardava verso la finestra dalla quale entrava una bella luce, Anna non la scorsi subito era inginocchiata in terra ai piedi di Marco e stava succhiandogli il cazzo con la bocca.
Arrossii guardandoli e loro tranquilli come se io non fossi mai entrata continuavano tranquillamente anzi era Anna che affondava la bocca sul cazzo di Marco infilandoselo fino in gola.
Stavo richiudendomi la porta alle spalle quando sentii che Anna mi chiamò Laura, vieni qua dove vai? Senza girarmi gli risposi che mi sembravo di troppo, scusatemi dell’intromissione, Anna nel frattempo si era staccata da Marco e mi era venuta incontro, vestita con la sola camicia jeans mi prese per la mano e mi disse dai prendiamoci un buon caffè insieme ti va?
Ero in trans non sapevo che fare Marco muto seduto sulla sedia ci guardava toccandosi ogni tanto, Anna mi trascinò lì vicino infilò un dito nella tazzina di caffè sul tavolo e me lo infilò in bocca, ripetendo un paio di volte il giochino.

Marco come in preda al panico non toccandosi più si affloscio’ in tutta la sua interezza ed Anna in un baleno reintinse il dito nella tazzina da caffè lo strofinò sulla punta del pisello di Marco e mi spinse a leccarlo con lei.
In un secondo il cazzo di Marco tornò duro e rigido e Anna senza alcun pregiudizio prese a succhiarlo come non avevo mai visto, sentivo Marco che gemeva implorava fai piano, credo che stesse godendo come un matto, mentre Anna mordeva la sua punta con i denti.
E’ tutto tuo mi disse adesso tocca a te divertiti e così dicendo mi spinse sul cazzo di Marco che era livido duro enorme, m’infilai in bocca il suo coso e cominciai ad imitare Anna non volevo essere da meno solo che anziché mordere succhiavo con passione e gusto bagnandolo di copiente saliva.
Anna a quel punto cominciò a giocare con il mio sederino titillandomi con un dito ed allargandomi a colpi di lingua mentre Marco ormai quasi allo spasmo mi premeva con le mani sulla testa implorandomi di succhiare tutta la sua sborra.
Anna nel frattempo aveva avuto ragione delle mie mutandine sfilandomele non so come e a colpi di lingua stava facendomi impazzire leccandomi la figa e il culetto allargandomi con le dita e succhiandomi sul clitoride inturgidendolo fino a farlo scoppiare.
Mi sentii prendere da dietro i fianchi e Anna che mi sollevò da terra e mi smise a sedere sul cazzo di Marco che s’infilò in un baleno nella mia figa ormai sbrodolante d’umori, mi sentii riempire tutta cominciai a frignare e a godere mentre Marco mi dava dei colpi fin dove arrivava il suo bell’affare.
Anna si accucciò di nuovo ed iniziò a leccare la mia figa e il cazzo di Marco mentre mi scopava, godetti un attimo dopo, sollevandomi dal cazzo duro di Marco che finì per essere preda della bocca di Anna, che lo fece esplodere dentro di lei succhiando tutti i suoi generosi frutti.
Marco era infoiato dal trattamento ricevuto e brandiva un cazzo da far paura tanto era duro e grosso, Anna per nulla intimorita da questo si pose piegata appoggiandosi al tavolo e si fece sbattere nel sedere da Marco che la infilava come un montone, li sentii gridare tutto il loro godimento, Anna si sfilò all’improvviso il cazzo dal culetto e me lo affondò in gola, sentivo l’odore e il sapore di Marco e di Anna fusi insieme, non resistevo più stavo godendo cosi mentre Anna m’infilava uno di quei famosi giochini di gomma nel culetto. Sentii il cazzo di Marco arretrare per un momento e sciogliersi sotto il mio palato scaricandomi un fiotto di seme caldo e dolce. Leccai tutto ingoiando quello sperma che avevo in bocca, e gemendo godevo mentre Anna continuava a colpi di vibratore nel culetto.
Marco esausto, e sfinito si accasciò a terra mentre Anna non ancora del tutto esausta si tuffò tra le mie gambe leccandomi in ogni dove e chiedendomi altrettanto in un 69 da spasimo finimmo sdraiate in terra entrambe mentre Marco riavutosi mi fotteva con forza un po’ nel sedere e nella figa sia a me che ad Anna.
Finimmo che era ora di pranzo, andammo a mangiare in una trattoria lì vicina ma vietai ad Anna di bere vino o altre bevande alcoliche visto la paura che ci aveva fatto prendere la sera prima.
Come inizio non c’era proprio nulla che dire altro che concerto, avevo nella mia figa e nel culo tutta un’orchestra.
Capii solo allora quanto Anna fosse vogliosa.
Arrivati a casa mi sdrai un attimo sul letto, vidi Anna e Marco parlottare assieme, poi si avvicinarono con Anna che nascondeva qualcosa tra le mani.
I due si erano messi d’accordo per farmi qualcosa di grosso veramente ma non immaginavo cosa.
Lo capii solo piu’ tardi, si avvicinarono al letto sul quale ero sdraiata, iniziarono a spogliarmi e a dirmi abbiamo deciso devi essere di entrambi ti vogliamo tutt’e due insieme.
Marco tiro’ fuori il cazzo e me lo infilo’ in bocca mentre Anna che nel frattempo si era infilata il giochino doppio nella sua figa inizio’ a spalmarmi di crema lo sfintere.
Marco mi prese i capezzoli tra le labbra indurendoli in un lampo Anna mi faceva sciogliere come burro infilandomi di lingua nella patatina.
Il cazzo di Marco era tornato duro e turgido a furia di succhiarlo sembrava nuovo di fabbrica tant’era lucido di saliva, Marco si sdraio a terra io salii sopra di lui infilandomi su quel bel palo e facendomi aprire a dovere, mentre Anna inginocchiata alle mie spalle, con delicatezza mi infilo quel cazzone di gomma nel culo, non sapevo piu’ cosa fare ero piena dappertutto non capivo piu’ cosa mi faceva godere, godevo e basta mi impalavo sul cazzo che avevo in pancia e dimenavo il culo per sentire i colpi che Anna mi dava con gran foga.
Non so non ricordo cosa successe so solo che Marco mi inondo di sborra nel culo mentre godevo per l’ennesima volta e mentre Anna affamata come non mai succhiava ancora il cazzo di Marco leccando fino all’ultima goccia.
Non fu un fine settimana, tornai a casa con delle occhiaie da far paura con il culetto che mi prudeva da impazzire con due succhiotti sul seno opera di Anna e con tutti i miei buoni propositi di brava ragazza andati in frantumo.
E pensare che ero una ragazza sana di buoni e sani principi morali e adesso non potevo resistere ad Anna e a Marco, alle loro lingue ai giochi che mi proponevano ma anche a me piaceva giocare eccome, e non tardo’ l’occasione di divertirmi una sera con entrambi,mi costo’ quasi un mese intero di stipendio ma vi assicuro che il risultato fu straordinario appagante e fantastico per tutt’e’ tre insieme naturalmente.