vecchie passioni e nuovi amori Parte 1

La voglio anch’io, e non ho voglia di aspettare di essere in cabina per consumare il nostro desiderio reciproco di carne. Tanto ormai Jasmine sarà nella sua cabina, e noi possiamo dar sfogo alla nostra passione.

Hmmm…
Ansimo di piacere quando le dita esperte della mia compagna mi aprono le valve della fica facendomi fremere nell’anticipazione
di quel che verrà dopo.
Improvvisamente percepisco una presenza davanti a noi, e riapro gli occhi.
Jasmine ci sta guardando,
con un’espressione indefinibile sul bel viso dai lineamenti fini e delicati.
Deve aver pensato anche lei che fossimo già
in cabina, ed è venuta per rimettere in ordine il salotto prima di andare a dormire anche lei…
E ci ha colte discinte
sul divano ad amoreggiare.
Mi sento come colta in fallo, anche se sono nel mio salotto con la mia compagna, ma la reazione
di Eva è così tranquilla e naturale che mi rassicura immediatamente: getta appena uno sguardo sulla ragazza, poi mi sorride
e tona a baciarmi.
Già, in fondo cosa c’è di male: Jasmine sa perfettamente che stiamo insieme, quindi… Infatti lei
non sembra turbata per niente.
Però non se ne va neanche: rimane a guardarci, con quella sua espressione misteriosa e
una luce strana nei bellissimi occhioni neri.
Mi viene spontaneo sorriderle e staccare un attimo le labbra da quelle di
Eva.
– Vuoi giocare con noi?
Non so come mi siano uscite quelle parole, ma probabilmente la scelta è quella giusta, e
così il tono dell’invito: come se le offrissi un drink.
La vedo illuminarsi in un debole sorriso, e annuire lentamente.
Eva,
che le volge le spalle, mi strizza l’occhio e annuisce convinta. Allora alzo una mano in un gesto di invito, e Jasmine
si accosta a noi con un timido sorriso esitante.
La accogliamo nel nostro abbraccio. Eva le cinge una spalla, io le afferro
un fianco.
Ci aggrovigliamo in un morbido abbraccio a tre, appena ostacolate dai pochi abiti leggeri che ancora indossiamo.
Jasmine
non sembra sapere esattamente cosa fare, ma sembra abbandonarsi con la più completa fiducia alle nostre iniziative…
…Inevitabilmente,
cominciamo a divorarcela insieme.
La spogliamo con calma, alternandoci a baciarla sulla bocca e sul collo, mentre le nostre
mani frugano il suo corpo acerbo e sottile alla ricerca delle zone erogene più sensibili, esplorando la sua sensualità.
Mi
intriga l’idea che finora soltanto la Giulia si è goduta quelle carni che adesso mi diverto a spolpare in compagnia della
mia compagna.
Mi faccio strada nella sua bocca e assaporo il gusto della sua saliva, poi lascio il campo a Eva e scivolo
verso il basso. Jasmine è magra come un chiodo, ma è un chiodo flessuoso, impreziosito da due tettine acerbe e durissime,
due deliziose pere decorate da capezzoli scuri simili a ciliegie che viene subito voglia di mordere e di succhiare con forza.
Eva
e io ci attacchiamo ciascuna a una tetta a ciucciamo con forza, accompagnate dai lamenti della ragazzina che si abbandona
completamente al piacere. Lascio scivolare una mano verso il basso, e fra le gambe della giovane berbera trovo le dita esperte
di Eva, già intente a smucinarle il clito.
Invece di entrare in competizione con lei, abbasso la mira e mi faccio strada
nela peluria nerissima che protegge lo scrigno della giovane cerbiatta, schiudendo le valve succose del suo sesso in bollore.
Jasmine
si lascia sfuggire un sospiro e il suo scrigno si apre per me, concedendomi l’accesso alle sue intimità più segrete.
La
masturbiamo insieme, sul clito e nella vagina, e intanto continuiamo a succhiarle i capezzoli, facendola bramire di piacere.
Il
giovane corpo adolescente sobbalza di piacere sotto i nostri pesanti stimoli, e il succo del suo piacere comincia a scorrermi
fra le dita.
– Aahhh… Hmmm!
Jasmine sobbalza, si scuote, freme, langue sotto il nostro duplice assalto, e alla fine esplode
in un orgasmo lento e prolungato.
Noi smettiamo di tormentarla e ci allunghiamo per baciarla in bocca tutte insieme.
Un
bacio a tre, rovente e appassionato, in cui le nostre lingue si rincorrono e danzano in un groviglio di passione proibita.

Adesso tocca a me – ansima Eva, chiaramente ingrifata – Fatemi impazzire…
L’olandesina si sfila gli ultimi lembi
di tessuto e si distende sul divano, offrendosi alle nostre voglie, accarezzandosi da sola dall’inguine ai seni: si palpa
le mammelle tonde e sode, e gioca con i suoi capezzoli eccitati, sorridendoci invitante.
Strizzo l’occhio a Jasmine, e
lei mi sorride contenta: sembra lieta di essere accolta al banchetto di Lesbo…
La prendo per mano e l’accompagno sul
corpo di Eva; raggiungiamo insieme le labbra della nostra amante e torniamo a far roteare le lingue nella sua bocca, poi
scendiamo insieme lungo il suo corpo snello alla ricerca del suo piacere.
Mi accorgo che Jasmine è inesperta, ma non del
tutto: Giulia l’ha istruita piuttosto bene nelle arti del piacere. La giovane tunisina sa usare la lingua e le dita per
dare piacere, e ne trae evidentemente soddisfazione a sua volta a giudicare dall’entusiasmo che dimostra nel suggere le
carni tenere di Eva.
Le mordicchiamo insieme i capezzoli, intervallando la nostra azione con brevi intrecci delle nostre
lingue fra loro; poi scendiamo lungo la curva sinuosa dei fianchi fino ad incontrarci nuovamente sul suo pancino e a contenderci
il suo delizioso ombelico.
Ci azzuffiamo nel delicato orifizio carnoso, poi lecchiamo la nostra via verso il basso, arrivando
a brucare nella peluria sparsa del pube biondo tutto intorno al bottoncino del piacere.
Questa volta sono io a conquistare
il clito, e Jasmine scende a valle a lambire con la lingua la fessura umida che lentamente si schiude sotto le sue calde
slinguate per lasciar sgorgare i primi succhi del suo piacere.
– Aahhh… – geme piano l’olandesina – Sì, così! Ancora…
Passo
un braccio intorno alle spalle di Jasmine, incoraggiandola a continuare così, e intanto mi allappo al clito turgido di Eva,
decisa a farla impazzire.
Accarezzo i capelli folti e nerissimi della ragazzina intenta a sleccazzare la fica della mia
amante, e intanto succhio a mia volta con forza.
Eva dimena le sue gambe lunghissime cercando di abbracciarci e attirarci
dentro di sé, s’inarca all’improvviso ed esplode in un orgasmo devastante che mi coglie di sorpresa per la sua subitaneità.

Ah! – grida – Godo… Aahh! Aahhh!!!
Jasmine e io lappiamo appassionate i succhi orgasmici della nostra compagna, e
finiamo con lo scambiarci le ultime gocce fra le nostre lingue, mescolando così i nostri sapori in un cocktail intossicante.
Quando
alla fine stacco le labbra dalle sue, incrocio lo sguardo ardente della ragazzina berbera, che mi sorride contenta: vi leggo
soddisfazione, complicità e affetto, e mi rendo conto che coinvolgerla nei nostri giochi è stata la cosa giusta da fare.
E
anche quella piacevole…
Jasmine sembra tornata di ottimo umore.
Ripulisce fischiettando il quadrato con la sua abituale
efficienza, accompagnata da un bel sorriso soddisfatto, e non cerca più di evitare i nostri sguardi.
Quando ha finito le
sue cose, si mette contenta ad ascoltare la musica con le cuffiette mentre Eva e io ci guardiamo un vecchio film abbracciate
sul divano.
Giulia rientra piuttosto tardi… Direi troppo tardi per un’adolescente fuori da sola. Poi, trattandosi della
Giulia e sapendo che è stata tutta la sera con la Mara a neanche un chilometro di distanza nell’appatramento della mia
amica Elena, io non mi arrabbio più di tanto.
Essere arrabbiati con la Giulia è quasi impossibile: lei ti guarda con un
sorriso sbarazzino, si scusa educatamente e ti molla un bacio sulle labbra che ammansirebbe uno sgherro della Gestapo…
Ha
un buon profumo addosso, che non è il suo.
Il profumo di Mara.
Jasmine si avvicina con gli occhi splendenti alla sua amica,
poi vedo le sue narici allargarsi e i suoi occhioni neri spalancarsi di colpo, e capisco che anche lei ha riconosciuto il
profumo dell’”altra”.
La bella tunisina s’irrigidisce; vedo i suoi occhi riempirsi di lacrime, poi lei si volta
e fugge senza dire niente.
Giulia rimane un istante sorpresa, guardando l’amica scomparire nel corridoio.
Il tonfo della
porta della sua cabina segue la sua scomparsa dal quadrato.
Mia figlia mi guarda senza capire: non succede più molto spesso,
e quasi me ne rallegro.
Eva mi guarda scuotendo il capo: – Glie lo spieghi tu o lo faccio io?
Io sono negata per queste
cose: di solito quando provo a dare saggi consigli complico le cose…
Accarezzo con affetto i capelli di mia figlia, poi
scelgo di fare il capitano piuttosto che la madre: forse riuscirò a sembrare meno ipocrita.
– Vado a vedere come sta Jasmine
– sospiro – Forse fra ragazze vi capite meglio che con una tardona come me…
Busso alla porta chiusa.
Da dentro, solo
singhiozzi.
– Jasmine, sono io.
Uso il tono da capitano, e infatti funziona. La porta si apre con uno scatto.
Entro mentre
la ragazzina torna a tuffarsi piangendo con la faccia nel cuscino.
Mi siedo sul letto accanto a lei e le metto una mano
sulla spalla.
– Non devi prendertela, Jas – le dico dopo qualche minuto – Giulia e Mara sono amiche da anni… Hanno
scoperto insieme la loro sessualità. Ora non si vedevano da un anno, ma sono solo amiche.
Jasmine continua a singhiozzare
sommessamente. Le tengo una mano sulla schiena finché il suo respiro si fa più regolare.
Poi le poso un bacio fra i capelli
e la lascio sola nella sua cabina.
Eva e Giulia sono sul divano, accucciate una contro l’altra.
La mia compagna mi sorride
ammiccando.
Mia figlia scuote il capo avvilita: – Non volevo ferire Jasmine!
Le sorrido: – Lo so, cara. Purtroppo alla
vostra età queste cose succedono piuttosto spesso… E anche più tardi.
– Pat… Io e Mara non abbiamo fatto sesso!
La
guardo, un po’ sorpresa: – Davvero?
– No! Lei voleva, all’inizio… Ma io non ho voluto: con lei voglio essere amica, senza complicazioni inutili. Poi, lei sta aspettando la Franci, che dovrebbe arrivare a giorni: con lei ha una storia seria;
e infatti si è convinta e non ha più insistito. Abbiamo chiacchierato tutta la sera, e alla fine ci siamo abbracciate e
abbiamo scambiato un bacio: tutto qui!
Sorrido: – Così è tutta colpa di un bacio innocente e di un profumo dozzinale.
Eva
arruffa i capelli scuri della Giulia e le fa un buffetto: – Noi ti crediamo, Giulia. Ma Forse sarà il caso che cerchi di
chiarirti anche con Jasmine.
Giulia annuisce, avvilita: – Certo. Lo farò subito… Accidenti, non credevo che la prendesse
così seriamente..!
– Forse sarà meglio aspettare domani, cucciolotta – sorrido io, intenerita (sì, con mia figlia mi
succede!) – Credo si sia appena addormentata.
– Mi dispiace…
– I sentimenti sono la cosa più delicata che esiste,
Giulia – le dice Eva, con un tono da giovane saggia che mi fa sorridere – E quelli delle ragazze della vostra età sono
i più delicati di tutti. Jasmine è ancora una fanciulla fragile, dopo tutto quel che le è capitato; dobbiamo avere cura
di lei.
Giulia annuisce, convinta: – Domani le parlerò.
Eva e io andiamo a dormire mentre Giulia si fa una doccia. Spegnamo
la luce e ci abbracciamo nude nel lettone.
Sento le mani delicate della mia amante che scivolano sulla mia pelle, frugano
il mio corpo… Ho ancora i sensi accesi dal nostro amplesso a tre di poche ore prima, e io sono l’unica a non aver goduto.
Eva
lo sa, e intende porre rimedio alla situazione. Nel buio, sento il suo alito sullo stomaco, poi sul pube; le sue guance accarezzano
l’interno delle mie cosce mentre le sue lunghe dita giocano con le mie carni più sensibili…
– Oh, Eva… – ansimo,
sentendo la sua lingua vellicare il mio pelo già umido di desiderio.
Mi sento baciare fino in fondo all’anima, e il mio
respiro si fa via via più affannoso, finché non esplodo in un grido strozzato, abbandonandomi al piacere.
Quando mi risveglio
il mattino dopo con i raggi del sole che invadono già la cabina padronale, sento distintamente un lieve scalpiticcio sul
ponte, e riconosco il passo di mia figlia a piedi nudi. Credo anche di sentire la sua voce, e intuisco che Giulia ha raggiunto
Jasmine, intenta a preparare la colazione.
Io e Eva siamo ancora abbracciate a cucchiaio nella stessa posizione in cui ci
siamo addormentate dopo aver fatto l’amore. Sento il tepore del suo corpo morbido fra le mie braccia, un leggero strato
di sudore che separa la sua pelle dala mia.
La bacio dietro l’orecchio, e lei freme contenta contro di me mentre le palpo
delicatamente la coppa piena di un seno.
– Buongiorno – mi sussurra ancora ad occhi chiusi.
– Buongiorno a te – bisbiglio
io giocando con un capezzolo già duro fra le dita.
– Hai ancora voglia?
– Hmmm… – le mordicchio il lobo dell’orecchio
mentre spingo con il pube contro il suo culetto stretto e sodo – Un po’. E poi dobbiamo perdere un po’ di tempo qui,
prima di alzarci… Giulia e Jasmine stanno parlando fra loro sul ponte.
Lei mi carezza una coscia e annuisce piano: – Dobbiamo
dar loro del tempo…
– Certo. Molto tempo, cosa ne dici?
– Hmmm… Sì. Moltissimo tempo. Cerchiamo di impiegarlo bene.
Stringimi più forte!