Vivien

Più che racconto questa é una confessione, un peso di cui voglio liberarmi. Fin da piccola i miei gusti sessuali erano ben definiti, tutti i ragazzini mi venivano dietro e io … Naturalmente giocavo con loro. Ma ci fu un momento della mia adolescenza che mi porterò dentro per sempre. L’arrivo di una nuova ragazzina nordica nella mia classe. Lei era Vivien. Un faccino da bambina ancora non cresciuta in un corpo che stava formandosi per essere donna. L’ammiravo. E ben presto la sua presenza mi confuse. Avevo Iniziato già a toccarmi sotto le lenzuola la notte sperando sempre di essere abbastanza silenziosa da non farmi sentire. Aprivo le calde labbra del mio Sesso e mi divertivo a torturarmi fino a sentire le dita unte calde e appiccicose … Immaginavo sempre che fosse l’uomo dei miei sogni a farlo poi, una notte, pensai … Pensai a Vivien e al fatto che avrei goduto anche di più se quei giochetti avessi potuto farli a lei .. Non so quella notte pensavo a lungo e finalmente decisi cosa fare. Invitarla a casa mia! Arrivò in casa questa ragazzina naturalmente la feci entrare subito in camera mia. Parlammo di scuola poi sentendo che mia madre era uscita chiusi la porta a chiave e le chiesi se voleva giocare. Mi guardò maliziosa quasi capendo quello che stava per succedere. La baciai. Immaginavo già che gridasse invece acconsentiva con gli occhi chiusi quasi ad esprimere estasi. Iniziai a spogliarla e nel vedere le sue nudità mi resi conto che era con un frutto d’estate..fresca perfetta ma non ancora matura. Aveva due capezzoli dritti tesi .. Un seno quasi inesistente, ma io glielo baciai e leccai comunque. Mugolava dicendomi di smetterla ma nel sentirmelo dire provavo una sensazione di calore e di rabbia che iniziai a mordicchiarla per poi tirarle giù di colpo pantaloni e mutande. La guardai … Il suo viso da bambina era imbarazzato sembrava che si vergognasse ma, questo non bastò per farmi smettere …anzi! Le allargai le gambe e iniziai ad esplorare prima con un dito il suo caldo sesso. Mi accorsi che era stretta e che non era tanto profonda e eccitata le infilai 2 dita fino infondo. Gridò. L’avevo sverginata. Ormai però non mi interessava l’obiettivo era vederla godere e sanguinare. Cosi spinsi ancora … Ritiravo e spingevo una due tre dita fino a quando stremata lei non si inginocchiò e la mia mano non si riempì del suo denso succo troppo maturo per essere di una bambina. Rivestitasi mi baciò e mi disse che non ci saremmo mia più rivisti … E cosi fu!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.